…ma qualcosa si è spezzato.

Oggi c’è il funerale di un ragazzo. Aveva un anno meno di me.
Abbiamo fatto le scuole medie insieme. …insieme, lui nella sezione G e io nella mitica F, lui in prima ed io in seconda, lui in seconda ed io in terza…
Scrivevo il suo nome con tutti i cuoricini intorno. Una volta in gita al Parco dell’Orecchiella, per avere una sua foto da tenere nel diario, un’amica l’ha pure fotografato con la prof di inglese tra i piedi! Io la tagliai via, ma quella foto tutta storta me la incollai tra le pagine dei ricordi.
Poi la vita ci ha portato altrove, nonostante abitasse davanti a casa mia, non ci siamo più incontrati. Non sapevo che fosse diventato ortopedico. Non sapevo nemmeno che avesse rinunciato ai suoi titoli di campione mondiale di canottaggio per diventarlo.
Questo fine settimana, la notte tra sabato e domenica, un porche se l’è portato via. Viaggiava a 220 km/h in autostrada e l’ha “tamponato” facendolo sbandare. Così sembra. Non ci sono parole che sollevino il morale.

3 Responses to “Sembra un giorno come tanti…”

  1. Sandra Says:

    Il rientro da questo lungo ponte non è stato dei migliori, la prima cosa che ho visto a San Piero è stata la civetta del Tirreno e subito ho riconosciuto quel ragazzo ma non volevo crederci..ho girato l’angolo e sulla foto della Nazione era ancora più riconoscibile…ma ancora non volevo crederci…poi ho letto l’articolo sul Tirreno e mi sono bastate poche righe per capire che era lui, che quel ragazzino biondo con gli occhi chiari e il fisico mingherlino era diventato un campione di canottaggio prima ed un dottore dopo ma anche che qualcuno sabato notte se lo è portato via…ho cercato tra i mie ricordi di rivedere ancora il suo viso ma non è stato così facile, è cresciuto e cambiato molto, ricordavo solo che era più piccolo di me e che aveva avuto un legame-non legame con te…poi oggi alle 13.15 circa sono passata da Porta a Mare e da lontano ho visto che c’erano delle persone davanti alla chiesa e nello stesso istante in cui passavo li davanti lui entrava in chiesa ed un uomo in su di età e con i capelli bianchi piangeva al collo di un’latra persona, probabilmente era suo padre, mi si è strinto il cuore, sapere che qualcuno che ha fatto parte della mia vita se pur marginalmente non c’è più è una cosa che mette una tristezza infinita e che ti fa capire quanto sia fragile la vita…poi alle 14.45 sono passata nuovamente di li e il piazzale della chiesa si stava riempendo di ragazzi..i suoi amici erano li con lui…hai ragione Vale, sembra un giorno come tanti ma qualcosa si è spezzato…mi aggrego ai tuoi saluti..Ciao Mauro!

  2. Gabry Says:

    Mi aggrego anch’io, nonostante non lo conoscessi (o quantomeno, non lo ricordassi cosi’ bene come voi).

    G.


  3. [...] video è favoloso. La canzone è tremendamente contagiosa.  Purtroppo l’ho scoperta in un giorno per me triste, grazie a Giulio Caperdoni, GRAZIE A ROCK FM (maledetto sia quell’essere che [...]


Leave a Reply