Cose che scaldano il cuore
29 Settembre 2008
Forse che l’uomo ha bisogno del peccato per pentirsi e redimersi?
E ce n’è bisogno, in questo periodo, di cose che scaldano il cuore!
Inizio in ordine di tempo. Giovedì sera, incontro con le Knittable: per festeggiare il mio compleanno mi hanno regalato un porta cellulare e un addobbo natalizio, rigorosamente lavorati a maglia! Bellisimi, senza parole…ricevere dei regali da persone conosciute da una settimana per me non è poco!
Venerdì sera: esperienza terrificante ma istruttiva con Sandra, appena ne scriverà lei sul suo blog avrete maggiori dettagli…comunque era meglio l’aperitivo, averci pensato 5 minuti prima!
Sabato: pranzo, rigorosamente a tema, con le amiche. Tema, l’Inferno di Dante. Pensa che ti ripensa, cosa faccio io? Cosa mi invento? Visto che questa volta la casa presa d’assalto sarà la mia, chi impersonificare se non proprio Dante? Detto, fatto! Un pranzo luculliano e un pomeriggio da ricordare, a voi le foto.
Domenica da sola, un giorno tutto solo per me. Ho convinto Fede ad andare ad un raduno, ché tanto io con questa congiuntivite maledetta non posso fare praticamente niente, e me ne sono stata tutto il giorno a fare le mie cose. Ho finito un regalino a maglia che mi era stato chiesto da tempo, ho finalmente cucito il coprispalle di lana viola che aspettava da febbraio di essere finito, ho perfezionato la mia canottierina anni ‘70 lavorata a maglia, ho fatto la tenda per la camerina dei miei nipoti promessa da tempo. Mi sono soltanto caricata le batterie, ché ottobre si avvicina e i viaggi al nord aumentano…
Brutti sogni #2
26 Settembre 2008
Così, per continuare la saga dei brutti sogni, stamani mi sono svegliata e ho veramente creduto che Gianni Morandi cantasse questa canzone, in italiano per giunta! Come erano solito fare negli anni ‘60; se non è un incubo questo!
Sono i Journey con Don’t Stop Believing.
Un saluto
un abbraccio
buon fine settimana!
Brutti sogni
23 Settembre 2008

In cantina
E’ già qualche notte che faccio più o meno lo stesso sogno. Abbastanza allucinante, ma del resto non sarebbe un sogno se non lo fosse!
Sono in giro in vespa, fin qui niente di strano mi pare, a volte con le mie altre volte con vespe che non so di chi siano, mai viste prima; mi fermo davanti ad un portone di legno che ha un’aria familiare. Entro e infatti sono nella cantina di tata Silvana e tato Gino, i miei due tati che mi guardavano quando non c’era mamma, quelli a cui ho combinato un casino di danni ma che mi volevano un gran bene. Era la loro cantina lo so, ci sono entrata miliardi di volte: c’erano le botti enormi che trasudavano vino agli angoli della stanzona e un’odore di mosto da portare via il naso, le damigiane sparse qua e là, imbuti, bottiglie, mensole piene di oggetti arrugginiti invecchiati lì e ragnatele ovunque, le granate (scope, ndT) i rastrelli e i forconi ammucchiati da una parte…che flash, è proprio la cantina dove giocavo da piccola!
Poi sento delle voci dall’altra parte, oltrepasso la cantina e, non so come, entro in un’osteria che poteva sembrare la Barrocciaia ma non lo era, però c’erano gli amici di vespa. Si mangia si beve si fa baldoria. E’ giunta l’ora di andare a casa, passo di nuovo dalla cantina e una volta fuori sono in un posto che mi ricorda vagamente Padova…ma sono sicura che non è l’aia dove affacciava la cantina! La vespa è buttata a terra vicino ad un marciapiede e ci manca tutto lo scudo con il bauletto e il manubrio. AAAAHHHHH TERRORE, MI HANNO TAGLIATO LA VESPA!! Peccato che nel sogno avevo messo le chiavi di casa e il portafoglio nel bauletto, poi ci sono i documenti della vespa! Ma non è finita qui, mentre urlo e sbraito e infamo, resto impiagliata con la sciarpa che ho fatto con le mie manine (tra le altre cose) ad uno di quei paletti di ferro messi sui marciapiedi per non farci parcheggiare le macchine…
Fine del sogno, sempre uguale, cambiano solo le vespe e le sciarpe.
Mi sveglio in piena notte, le 3 o le 4, e mi riaddormento difficilmente. Al suono della sveglia sono ancora inca§§ata come una belva. Mi hanno rubato chiavi di casa, portafoglio, si rompono le sciarpe e non ho più le vespe! Che incubo…
E tutto ci stava, le vespe e le sciarpe, gli amici; quello che più mi ha colpito è stata quella cantina, adesso non c’è più, al posto suo chissà quale stanza di una bellissima villa! Al posto dell’aia che mi ha visto girarci in tondo per chissà qante volte, adesso c’è una piscina. Resta solo nei miei ricordi e in qualche foto sbiadita.
Foto di questo flickr, grazie!
Un doveroso saluto
22 Settembre 2008
Riprendo delle parole di Vinicio Capossela, non saprei esprimermi in modo migliore. Anche se non ho mai avuto il piacere di conoscerlo di persona, l’ho fatto attraverso i suoi libri.
Aveva questi occhi come fuori di sè, febbricitanti, protesi in avanti, entusiasti ed infebbrati. Era magro come una faina, un fisico minuto. Avrebbe potuto fare il fantino forse, ma era troppo intellettuale per i cavalli, era infatti un fantino a due ruote, fantino dello strumento da viaggio pensante: la Vespa Piaggio. La passeggiata a due ruote. A viaggiare in Vespa si è ben diversi dai centauri. E’ uno strumento più amichevole, ispira solidarietà e non si alzano mai davvero i piedi da terra. Giorgio Bettinelli è stato l’unico vero grande viaggiatore che ho mai conosciuto. Veniva la vertigine a constatare attraverso la sua persona quanto mondo c’era al di là di quello generalmente conosciuto.
Mi raccontò Bettinelli che per lenire il dolore del primo abbandono che subì da un suo amore, andò immediatamente, e ancora piangendo, in un agenzia di viaggi. Prese il primo viaggio disponibile nel pomeriggio stesso. E ancora con le lacrime agli occhi si ritrovò a finire di piangere nel Borneo. E lì stette mesi, e poi per caso si procurò una Vespa. E così cominciò.
Girò tutta l’Africa e rischiò la vita e perdette la Vespa al contatto con certe popolazioni, presso le quali era proibito entrare senza protezioni. Bettinelli ha attraversato la Siberia prima del gelo, ha posato pneumatici e piedi sul lago Baikal e, da diavolo qual è, è arrivato fino in Tasmania. Ha attraversato tutto il Nordamerica e poi la Patagonia, e tutta la Cina dove si è anche costruito una casa e una famiglia, e poi e poi…Con un viaggiatore è tutto ancora più lontano, non puoi che rivolgerti al cielo, per fargli un saluto, ed è al cielo che rivolgo le mie lacrime per non potere più salutare, né rivedere gli occhi infebbrati di Giorgio Bettinelli. Così succede con i viaggiatori, se ne vanno e la loro fine resta avvolta nel mistero.
Brum brum amico con una chitarra per bagaglio, a tracolla, all’antica… e che lo spazio non ti manchi, ancora più che il tempo.
Canzone dell’anno. Almeno per me.
19 Settembre 2008
Anche se in realtà non è del 2008.
Più che della giornata, o della settimana…troppo poco anche del mese.
Il video è favoloso.
La canzone è tremendamente contagiosa.
Purtroppo l’ho scoperta in un giorno per me triste, grazie a Giulio Caperdoni, GRAZIE A ROCK FM (maledetto sia quell’essere che ha voluto la sua chiusura!) ma non riesco a togliermela dalla testa. Molto spesso ritorna la mattina, questo motivetto da urlare a squarciagola…loro si chiamano Port O’Brien e sono californiani, la canzone si intitola I Woke Up Today. Ed è drogante.
i woke up today in a very simple way
in the morning all i could do was sing
i was thinking of things the blue ocean brings
the way it glows, the way it always knows
that when you lose something like a golden diamond ring
you will know that it will show the way the ocean always knows
yes i understand i cannot live on this land
but does that truly mean i have seen all that can be seen
as for now i will stay in the oven i will bake
as you sit down to pray into the river i will wade
i woke up today in a very simple way
i woke up today in a very simple way
i woke up today in a very simple way
Vai col 29!
18 Settembre 2008
Richiesta d’amicizia
16 Settembre 2008
Ma quanto ci piacerà spiattellare tutti i nostri fattacci sulla rete! Le ultime parole famose…per non farmi mancare niente, ieri mi sono iscritta anche su Facebook…allora? Chi vuole 1 richiesta d’amicizia?!
Sono anche lista d’attesa per l’iscrizione a Raverly.
Poi ci sono le mie foto su Flickr e i libri su Anobii…poi ci sono Skype e Msn. Da qualche parte dovrebbe esserci anche Twitter. E il blog dove lo mettiamo? Ah, i video di Youtube!
Poi ci sono IO, che per passare il tempo mi iscrivo a tutte questa cose. Come se non avessi nient’altro da fare, poi!
Vespa news
15 Settembre 2008
Sul fine settimana
8 Settembre 2008
Mi sono innamorata di una statua e l’ho dovuta comprare, si chiama Giulia. È una donna che manda un bacio. Bella, bellissima, che non poteva continuare a restare sulla mensola del negozio. Aveva bisogno di una casa e la mia era perfetta per lei. Ha già trovato il suo posto vicino al televisore, in mansarda. Appena l’ho vista, in negozio, sapevo già che avrebbe scelto quel posto lì…sono materialista, si forse un pochino, lo so. Ma Giulia è bella davvero, che ci posso fare!
Le storie di Ottavio e la sala delle sbornie della vedova Begbick. La Bandabardò resta sempre la Bandabardò, chettelodicoafare! Unica pecca del concerto, la birra. 40 minuti di fila e la modica cifra di 4 euro per avere una birra 0,20 sgasata e calda: uno schifo! In compenso c’era tanta gente con le bottiglie di vino…esempio da copiare per le prossime esperienze!! Ma per fortuna che c’era la Banda a rallegrare la serata!
Ikea. Un’ora per andare, 40 minuti per tornare. 4 ore in tutto. Ormai non ha più segreti per me l’Ikea di Firenze. Siamo andati mirati a prendere solo quello che ci serviva, avevamo studiato il catalogo in lungo e in largo, e io andavo in giro per casa col metro da sarta intorno al collo misurando tutto. Ma proprio tutto.
Fun-gu Panda. Mio nipote non riesce a dire Kung-fu e dice Fun-gu. Poi dice “la presa del dito uzzi” perchè non riesce a dire “ucsi” (o uxi, boh?!), allora dice “uzzi”; fantastico! Mia nipote inizia a scegliere da sola come vestirsi. Come passa il tempo. Ieri al cinema aveva un vestitino bianco a fiorellini neri e un paio di pantaloni attillati a strisce neri e argentati fino al polpaccio…una signorina! E io non sono pronta…













