Ci dispiace per te

7 Settembre 2009

Sentirsi rispondere ad una domanda Ci dispiace per te, non è bello!
Spiego:
Domani c’è l’apertura straordinaria della terrazza del Duomo di Firenze; di questi tempi, visto che son proprio in centro, ho ammirato vicoli e scorci che lèvati(1). Mi è cambiata la visione di Firenze, resta sempre una delle città più belle nonostante la falsa simpatia e idiozia delle genti che l’abitano. Almeno la maggior parte di quelli che ho conosciuto io, di certo non faccio di tutta l’erba un fascio!
Dicevo, l’apertura della terrazza del Duomo, gratuita.
Proprio 5 minuti prima che i colleghi mi chiedessero di andare, mi hanno chiamato per donare sangue domani mattina; ho iniziato da poco a donare, ci dev’essere qualcuno che conosco con me per paure mie e domani ci sarebbe Fede, quindi dico si alla donazione del sangue. In pausa pranzo i miei colleghi decidono di andare all’apertura alle 10 di mattina(2), ho detto che non ci sarei stata e sarei arrivata poco più tardi e cosa mi hanno risposto?! Ci dispiace per te!

Io ho sempre avuto questo problema, se in un posto di lavoro non ci voglio andare (ma devo) (tipo adesso a Firenze), non trovo modo di sfoggiare i miei sorrisi e di essere tranquilla neanche con i miei colleghi. Ma non credo di diventare un’arpìa, non mi sembra di meritarmi certe risposte! A volte mi rendo conto che le levo dalla bocca della gente, ma ho imparato a stare zitta, sopportare, sono rassegnata, vengo qua solo per vedere crescere un po’ la busta paga a fine mese. Poi questi colleghi sono brave persone, mai mi sognerei di avercela con loro per qualcosa. E invece mi sono sentita una merda!

(1) modo di dire labronico per indicare una cosa bella.
(2) da qui si nota quanto non si lavori un cavolo in questa banca!

Ormai lo dovreste sapere un po’ tutti, in treno dormo. Almeno il viaggio di andata, quello della mattima alle 7, come se svenissi proprio! Molto spesso mi capita di non vedere neanche la fermata di Pontedera 10 minuti dopo la mia…come si dice in questi casi, un valigia!
Stamani, mentre dormivo appunto, mi è capitato di “sentire” che muovevo la bocca in modo strano, la aprivo e chiudevo veloce come se battessi i denti ma non li battevo. E, niente, quando mi sono ripresa dal sonno mi chiedevo con che faccia avrebbe potuto guardarmi la tipa davanti a me, ma non c’era già più. Non dev’essere stato un bello spettacolo, davvero.

…seduto sul sofà. Io invece sono parte integrante del mio divano.
No, ma tra poco torno è! Cioè, sono già ritornata in ufficio ma devo fare i conti con lo stress da post-ferie!

C’è questo blog qui, dove c’è questo post qui, che copio e incollo per comodità, che condivido in pieno e che dice più o meno così:

NUOVAMENTE PENDOLARE

Vorrei che i responsabili della gestione delle Ferrovie dello Stato fossero colti da un malore, fulmineo e insopportabile, la mattina appena svegli; che l’ambulanza arrivasse in ritardo, già strapiena e sporca; che fossero caricati in piedi, aggrappati ai finestrini e viaggiassero, in direzione dell’ospedale, a passo d’uomo, nonostante la strada libera. Vorrei che l’ambulanza si fermasse a 500 metri dall’ospedale, inspiegabilmente, per lunghi quarti d’ora, e che fossero costretti a rimanere a bordo fino all’apertura delle porte, esattamente davanti al portone d’ingresso. Vorrei che fossero caricati su un barella rivestita di tessuto impregnato di unto decennale; che fossero messi in fila, dietro decine di barelle, in un corridoio puzzolente con luci al neon e polvere; che, quasi vicini alla porta del medico, un inserviente chiedesse loro di pagare un biglietto e di tornare indietro, a piedi, all’ingresso, per farsi apporre un timbro e poi rifare tutta la fila. Vorrei che giunto, finalmente, il loro turno, sudati, con una temperatura tropicale e senza aria condizionata, perdessero la coincidenza col medico per soli tre minuti e che, accasciati ormai sul pavimento lurido, schivando sacchi e scatoloni, senza più speranza, un’infermiera dalla voce metallica sussurrasse placidamente loro: Ci scusiamo per il disagio.

Pausa

16 Maggio 2009

In tutto questo tempo di pausa sul blog, ne sono successe di cose! Una delle belle è che, finalmente dirà qualcuno, mi sono comprata un maggiolino del ‘75, bello, color crema, bellissimo, funzionante e con tutti i documentini in regola! Mi dispiace soltanto che France non potrà mai vederlo nè metterci le sue mani d’oro…
Poi succede che mi alzo tutte le mattine per prendere il treno e giungere a Firenze per lavorare per l’Università di Pisa…che da un certo punto di vista può far ridere, a me fa solo innervosire! Però tornando a lavorare a Firenze ho scoperto, o forse non lo ricordavo, che il centro è pieno di negozi di scarpe! Poi sono tornata dopo anni a pranzo dal Palle d’Oro, trattoria in via Sant’Antonino, ed è stata una festa! Continuo a lavorare a maglia appena ho più di 10 minuti di tempo, infatti il treno si presta molto bene a questo tipo di attività. Sto lì con i miei ferri colorati di bambù nuovi nuovi e la gente mi guarda come fossi un’aliena…mah! Poi esco spesso con le amiche a fare due chiacchere…e diversi brindisi! Poi c’è che il mio babbino sta molto meglio, anzi direi proprio che è in gran forma; i nipoti crescono e la signorina ha compiuto 10 anni…come s’invecchia alla svèrta maremma impestata!

giornata tipo:

6.30: sveglia con radio diggèi;
6.40: in piedi, più o meno, spesso a gattoni;
6.55: via verso la stazione;
7.08: arrivo del treno (aspetta e spera);
8.40: entrata al lavoro;
9.00: colazione al bar;
12.00: pausètta caffè;
13.30: pranzo;
14.15: rientro in ufficio;
16.00: pausètta thè;
17.15: via verso la stazione;
17.37: partenza del treno (ri-aspetta e ri-spera);
19.00: stremata, gira la chiave nel portone.

le poche varianti sono: la canzone che passa radio diggèi, le disavventure coi treni (ritardi, sporcizia, gente che urla alle 7 di mattina) (COSA C’AVETE DA URLARE ALLE 7 DI MATTINA, QUI C’E’ GENTE CHE DEVE DORMIRE!) e di conseguenza cambia l’orario di entrata al lavoro e l’orario di rientro a casa, la pausa pranzo tipo percorso alternativo o il posto che scegliamo per mangiare, il gusto del thè…e basta credo. per il resto sempre la solita noia… NO, NON HO DETTO GIOIA! MA NOIA NOIA NOIAAAAAA

Se l’anno è partito male, il continuo non è dei migliori. Niente in confronto al dolore di questi giorni…ma tornare a lavorare a Firenze non mi aiuterà certamente! Ancora 6 mesi da pendolare, per giunta non conosco nessuno in banca, sarà dura. Mi hanno detto di impegnarmi che non possiamo perdere questo lavoro, c’è la crisi!
Non riesco a trovare lati positivi, aiutatemi per favore…da sola non ce la posso fare…

Benvenuti in ItaGlia!

15 Febbraio 2008

in passato mi è capitato di dire bugie, anzi, un po’ continuo a dirle tutt’oggi! ma sono sciocchezzuole dette a fin di bene. più che bugie potrei definirle verità non dette e a volte un pochino distorte. niente di grave per intenderci. a volte mi è anche capitato di crederci io stessa a queste verità distorte, tanto erano banali e di poco conto. da stasera per esempio ho un forte dubbio…ma il carabiniere m’ha tamponato o mi sono inventata tutto? perchè più o meno alle 17.45 mi ha chiamato l’uomo-salva-burocrazia dicendomi che l’assicurazione dei carabinieri ha bloccato la pratica perchè ho torto…

… …

la mia prima reazione è stata quella di tirare il cellulare in terra. avvenimento scontato e banale per chi mi conosce, ma qui potrei fare un post solo per elencare tutto ciò che ho tirato in terra per colpa di un certo isterismo innato.
ma andiamo avanti.
con i nervi a fior di pelle e le lacrime fino ai gomiti sono andata dall’uomo-salva-burocrazia chiedendo un po’ di spiegazioni. mi ha letto il verbale. lo riporterei qui volentieri ma ancora non posso. però posso dire che alla fine mi sono inventata tutto! io ho tamponato il signor-yaris che mi precedeva, invece il carabieniere…il carabiniere? quale carabiniere?! non c’era nessun carabiniere coinvolto nell’incidente! e comunque anche se ci fosse stato, mi avrebbe leggermente sospinto, non tamponato! perchè la sua macchina, o meglio l’alfa 156 nuova di zecca dei carabinieri, non ha riportato nessun danno così evidente da far pensare che mi possa aver spinto nel paraurti posteriore della macchina del signor-yaris…quindi mi sono inventata tutto! sono stata talmente brava a raccontare questa bugia, che ci ho creduto fin dal primo momento…l’ho sempre detto che sono un genio del male!

… …

domani ho l’appuntamento con l’avvocato, vedremo il da farsi.
se non ci sentiamo più, vi dico subito che mi troverete in galera…credeteci!
ah, portatemi la nutella però, non le arance!


iniziano con tutti i miei sbagli in versione acustica. in scena solo il boosta, max e samuel. splendida. poi arrivano il ninja e il vicio, dall’alto cala una griglia di led colorati larga quanto il palco e parte la seconda canzone. è nuova, si intitola veleno, la prima del nuovo sub-disco. da dietro la griglia, come fossero in gabbia, continuano con la glaciazione. samuel ringrazia per la presenza e per la fiducia, che senza il pubblico subsonico loro non ci sarebbero stati! sono qui a firenze per la presentazione del sub-disco uscito da poco. ma ne faranno poche nuove perchè ancora non le hanno imparate bene, commenta ironico! quindi, via alle danze con i pezzi vecchi: (in ordine molto sparso) discolabirinto, nuvole rapide, ratto, colpo di pistola, nuova ossesione, liberi tutti, incantevole, preso blu…e via dicendo…fino al saluto finale…fino a tutti i miei sbagli versione da san remo!

mi ricordo quando nell’inverno del ‘99 mi fecere la copia di microchip emozionale e io ero un po’ scettica. tutta questa elettronica, questi testi strani. però più l’ascoltavo, più si faceva ascoltare. una canzone alla volta e poi non ho più smesso. li ho visti quattro volte dal vivo e non vedo la fine. i loro concerti mi caricano. ieri sera già dopo dieci minuti mi era passato il mal di schiena, il dolore al collo, pancia, testa…tutto! si, lo so sono una discarica ultimamente! insomma, bravi subsonica!

Occhio distratto, mirino sopra il mondo,
apro una lancetta seziona il pomeriggio, vuoto.
 
Senza parole ascolto la mia strada
senza parole e il tempo di decidere
senza parole mi muovo incontro ai giorni
senza parole ricorderò di te
senza parole e il ritmo della strada
senza parole il suono delle cose
senza parole il silenzio di un addio
senza parole ricorderò di te.
 
Inquadro istantanee, finestra sopra il giorno,
guardo figure mosse scenario senza suono vivono.

Senza parole ritorno alla mia strada
senza parole ma spazio per decidere
senza parole rimpiangerò quei giorni
senza parole ricorderò per te
senza parole e il suono della strada
senza parole con nervi che improvvisano
senza parole né sogni né orizzonti
senza parole la tazza di un caffè

senza parole nel traffico del mondo,
vivo inquadro istantanee orbitando sul mio giorno
guardando contro sole la vita che si muove

Istantanee – Subsonica

L’ennesimo racconto

21 Novembre 2007

“Mentre la sottoscritta si recava al lavoro, all’altezza del km 16 della super strada fi-pi-li procedeva a passo d’uomo causa lavori. Veniva tamponata da una gazzella dei carabinieri e a sua volta andava a urtare la macchina che la precedeva.”

L’avrò raccontata un centinaio di volte questi due giorni! La dichiarazione ufficiale, in ufficio, a casa, nel frattempo anche per telefono a due o tre persone, all’accettazione del pronto soccorso, al dottore, al radiologo, all’ortopedico. All’assicurazione, agli amici via skype, via sms, a cena in barrocciaia (che quella non manca mai!) di nuovo in ufficio, alla segretaria…ed infine all’uomo che mi salverà dalla burocrazia! Un simpatico agente dell’ufficio infortunistico che più lo guardavo più trovavo delle somiglianze con qualcuno di famoso…poi ho avuto l’illuminazione! E’ una via di mezzo tra il Dr House e Gabriele Cirilli, vestito come Steve Jobs in jeans blu e maglia a collo alto nera…speriamo di essere nelle mani giuste!
Il mio collo si fa sentire…qualsiasi posizione assumo, urla. Le spalle lo imitano perfettamente. La schiena si sta riprendendo. Dovrebbero rottamare me, non la macchina. Ah, la macchina! L’ho portata dal carrozziere e la smorfia che gli è uscita quando l’ha vista mi ha decisamente fatto capire che non c’è più speranza…ROTTAMAREEEEEEE
Ma non resterò a piedi…ho già fatto qualche telefonata per informarmi, così, niente di serio…ma lo dirò solo quando sarò sicura!!